I reperti

Canoa

Nel maggio del 1961, il prof. Francesco Zorzi, già direttore del museo di Storia Naturale di Verona, guidò uno scavo limitato alla zona dell’abitato smottata in profondità ancora nel 1929 a causa di un eccezionale svaso che fece cessare la spinta delle acque contro le sponde.

Questo scavo, ripreso nel 1965 dopo la morte del professore, permise il recupero di grossi tronconi di abete appartenenti ad un’unica canoa, successivamente ricomposti e restaurati con successo.

La canoa monoxile (costituita da un unico pezzo di legno) rappresenta uno dei reperti più importanti.

Lunga m 4,5 e larga m 0,75, fu ricavata da un tronco di abete, spaccato in due parti con l’aiuto di mazze di pietra e di cunei e successivamente scavato con l’uso appropriato del fuoco e con le accette.

 

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